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 Fantasmi in Italia

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Faey

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MessaggioTitolo: Fantasmi in Italia   Mer 3 Mar 2010 - 20:48

Fantasmi in Italia

Anche l’Italia naturalmente ha le sue storie
di fantasmi, sempre affascinanti, sempre agghiaccianti. Sono
moltissime, ma alcune sono più interessanti di altre.
Nel Castello
degli Sforza a Imola (Bo) vagherebbe inquieto lo spettro di Caterina,
terribile esponente della nobile famiglia che diede il nome al maniero.
Si dice che facesse gettare gli ospiti indesiderati nei pozzi del
castello, sul fondo dei quali vi erano delle lame affilate. I locali
sostengono anche che la nobile signora costruì il suo castello in una
sola notte, con l’aiuto del diavolo. Ora, a distanza di secoli, la sua
immagine viene vista ancora vagare per l’oscurità del castello, con
solo un lume in mano.

Nei pressi della Torre del Diavolo di
Camaldoli, sita all’interno del castello di Poppi (Ar), apparirebbe in
certi momenti il fantasma di Matelda (chiamata anche Telda), che
secondo la leggenda uccideva i suoi amanti dopo una notte d’amore, come
la mantide religiosa. In questa torre, la donna fu murata viva, ma la
morte non le ha mai impedito di ritornare tra i vivi.

Il
Giardino botanico di Lucca, realizzato per volere dei Borboni nel 1820,
è un luogo stregato. Ireneo Bellotta scrive che «ci si può anche non
credere, ma è proprio [nel laghetto di questa verde oasi] che in certe
notti va a sprofondare, dopo tre vorticosi giri delle mura, un carro
tutto di fuoco». All’interno vi sarebbe lo spettro della bellissima e
seminuda Lucida Mansi, che per rimanere giovane in eterno vendette la
sua anima al diavolo, che incontrò sotto forma di un bel giovane.
Proprio quest’ultimo guiderebbe il carro infernale in alcune notti
tenebrose.

Nel Monastero di Sant’Anna, a Foligno (Pg), si odono
ancora i lamenti di suor Teresa Margherita Gesta, morta tra quelle mura
il 4 novembre 1895. Lo spirito della donna abiterebbe ancora la stessa
stanza che occupò in vita, malgrado sia trascorso più di un secolo
dalla sua morte.

Ma quali sono i momenti più propizi per poter
assistere a fenomeni di questo tipo? Probabilmente, i solstizi e gli
equinozi, già conosciuti dagli antichi. Nel solstizio d’inverno (21
dicembre), nell’equinozio di primavera (21 marzo), nel solstizio
d’estate (21 giugno) e nell’equinozio d’autunno (23 settembre) le
barriere dimensionali per ragioni ancora ignote si assottiglierebbero.
Ciò favorirebbe la percezione di fenomeni paranormali, quindi anche la
visione di spiriti o esseri extradimensionali. Altri momenti favorevoli
sarebbero la festa celtica di Samhain, corrispondente ad Ognissanti o
Halloween (31 ottobre -1° novembre), quella di Beltane (30 aprile -1°
maggio) e i giorni di tempora. In questi momenti, soprattutto in
prossimità degli incroci di più ley lines, linee energetiche che
avvolgerebbero completamente il nostro pianeta, sarebbe possibile
percepire fenomeni extradimensionali. Già Macrobio, nel V secolo d.C.
indicò nei suoi celebri Saturnalia il solstizio d’estate come un
momento particolare, in cui le barriere tra il mondo dei vivi e quello
dei morti si assottigliano, favorendo la comunicazione tra le due
dimensioni.
A volte è successo che vi fossero apparizioni non di
singoli spettri, ma di interi eserciti, come quelli che avvennero
soprattutto durante le tempora invernali e il solstizio d’inverno, nel
1517, dalle parti di Verdello (Bg) e Agnadello (Cr), dove pochi anni
prima era stata combattuta una cruenta battaglia che aveva visto
scendere in campo l’esercito veneziano e quello guidato dal re di
Francia, Luigi XII. In questi luoghi della Lombardia, su ampi campi
verdi, vennero visti soldati incorporei combattere tra loro e, molto
più facilmente, si udì il fragore delle armi e le urla dei combattenti.
Descrizioni
di battaglie simili le ritroviamo nel De spectris, lemuribus et variis
presagitationibus tractatus vere aureus del medico riformato Ludwig
Lavater, pubblicato a Zurigo nel 1570. Nel testo, leggiamo: «Si vedono
in aria spade, lance e mille altri oggetti; si sentono o si vedono in
aria o sulla terra eserciti che si scontrano e sono spinti alla fuga,
si ode un orrendo vociare e il clangore delle armi». Simili fenomeni
sono antichi quanto l’umanità. Già Pausania descrisse gli eserciti
spettrali della battaglia di Maratona. Si registrano simili spettrali
battaglie in tutto il Bergamasco nel 1517, ma la saga dell’esercito
furioso è diffusa un po’ in tutta Europa. Ancora oggi, un esercito
fantasma assedia il castello di Capo Rizzuto, in Calabria, ormai
abbandonato. «Nonostante siano passati secoli, ad epoche fisse, attorno
alle sue mura si sentono voci che comandano l’assalto e compaiono dal
nulla uomini che avanzano armati di picche e archibugi. Come
completamento, a poca distanza dalla costa, appaiono navi fantasma con
vele spiegate e artiglierie in azione. Tutto questo dura alcuni minuti».

Un
esercito di spettri venne visto anche al Castello di Trezzo sull’Adda
(Mi). Si tratta di un maniero ormai in rovina risalente all’epoca dei
Longobardi. In seguito venne abitato anche dalla famiglia dei Visconti.
Tra queste mura morì avvelenato Bernabò, zio di quel Gian Galeazzo che
volle aprire il cantiere del Duomo di Milano e che probabilmente fu il
mandante dell’assassinio.
Nei pressi di questo castello, tra le
altre cose, sono state rinvenute delle tombe d’età longobarda. Una, in
particolare, appartiene a un vero gigante, alto all’incirca 250
centimetri. Si tratta di un’altezza considerevole, specialmente per un
uomo di quei tempi.
Nel 1973 quattro turisti tedeschi si accamparono
nel giardino del castello per trascorrervi la notte. Verso le undici di
sera udirono delle voci. Quando uscirono all’aperto si ritrovarono di
fronte un esercito vestito con elmi di ferro, usberghi, calzari fino al
polpaccio e pantaloni aderenti. Ogni soldato portava una torcia la cui
fiamma oscillava nel buio della notte. Questi invitarono i quattro
turisti a seguirli. Vennero condotti in una grande sala all’interno del
castello, nel mezzo di una festa. A fine serata, si coricarono su un
letto a baldacchino che la mattina dopo non c’era più. I turisti
infatti si svegliarono all’aperto, fra la sterpaglia. I coniugi Maria e
Alberto Fenoglio scrivono che «quanto è accaduto ai turisti tedeschi
entra senza dubbio nella casistica dei fatti misteriosi e delle visioni
insolite; i fantasmi esistono, appartengono ad un regno misterioso e
affascinante come qualunque cosa che sappia di soprannaturale; arrivano
da una sfera o dimensione ideale in cui le forze sconosciute operano e
si manifestano in certi luoghi permeati di fatti e ricordi».
L’8
settembre 2004 alcuni membri dell’Associazione CROP, di cui chi scrive
è fondatore e presidente, fotografarono una sagoma antropomorfa tra le
mura del castello con una reflex a pellicola. Apparentemente
sembrerebbe essere la figura di un cavaliere vestito con armatura. In
seguito a un’analisi compiuta anche grazie al supporto di altre
associazioni analoghe, come il CIO (Centro Investigazione Occulta), si
è arrivati a interessanti sviluppi. In particolare, il dottor Matteo
Stoppini del CIO analizzò la foto e, dopo un attento esame, giunse alla
conclusione che la sagoma immortalata nello scatto poteva essere quella
di Bernabò Visconti, di cui abbiamo già parlato in precedenza. Una cosa
è certa, il Castello di Trezzo sull’Adda, così ricco di fascino e di
storia, non finirà mai di stupirci.

Ma le stranezze in fatto di
presenze non terminano qui. Lo spettro di una donna è stato più volte
visto aggirarsi tra le mura di un altro castello, quello di Villar
Focchiardo (To), in Valle di Susa. Un ricercatore una volta riuscì
anche ad afferrarlo, constatando che era solido come una persona
realmente esistente. Ciò non può che stupirci, visto che si è sempre
pensato che queste entità siano immateriali.
C’è ancora molto da
scoprire, tant’è che è in crescita il numero di ricercatori seri che
indaga su questi fenomeni, denigrati da molti accademici. Uno di questi
ricercatori, che si interessano di paranormale, è il professore Rhine
dell’Università di Duke, negli Stati Uniti. Un altro studioso, il quale
si definisce un “cacciatore di fantasmi” è il professore Senate, del
Ventura Community College della California. Anche in Italia, sono
sempre di più gli studiosi che si stanno appassionando al fenomeno.

Particolarmente
infestato sarebbe il Maniero della Rotta di Moncalieri, vicino a
Torino. Qui sarebbero stati visti, e in certi casi anche fotografati,
spettri di dame e cavalieri, di fanti e di boia.

Nel castello di
Oramala, a Val di Nizza (Pv), ogni 25 dicembre, a mezzanotte, si
riunirebbero gli spettri di Federico Barbarossa e di Obizzo Malaspina;
esattamente nella terza sala della torre, proprio di fronte al grande
camino. Spesso, nello stesso luogo, si odono rumori di battaglie, di
zoccoli, di armi, come se il dramma dei soldati che lì combatterono
avesse impresso in maniera indelebile la pellicola del tempo.

A
Genova, nella Chiesa di San Matteo, apparirebbe, ancora oggi, l’eterea
presenza di un nobile della casata dei Doria. Un altro spettro è stato
più volte visto nei pressi della Chiesa di San Donato. Altri luoghi
infestati di Genova sarebbero il Palazzo Rosso, le rovine del Convento
di San Silvestro e la cosiddetta Casa del Boia, in Piazza Cavour, dove
ancora, in certi periodi dell’anno, è possibile udire i lamenti dei
condannati a morte che passarono di lì.

Nel Castello di
Fosdinovo, nei pressi di Sarzana (Sp), è possibile imbattersi nel
fantasma di una giovane dama dai capelli biondi che, si dice, visse una
vita licenziosa. Per punizione sarebbe stata condannata a vagare per
l’eternità tra le mura del maniero stregato. Un’altra donna fatale è
quella del Castello di Torrechiara, a Langhirano (Pr), che comparirebbe
solo nelle notti di luna piena. Ciò ci sembra strano, visto che
statisticamente abbiamo rilevato che la maggior parte delle apparizioni
avvengono nelle notti di luna nuova. Quella di Torrechiara sarà
un’eccezione.

Ancora oggi sarebbe possibile imbattersi nel
fantasma di Avalda, amante di Ezzelino da Romano e spettrale presenza
del Castello di Monselice, in provincia di Padova. Celebri sono gli
spettri del Castello di Gropparello, a Piacenza, nonché la
“Malcontenta” di Villa Foscari, a Mira (Ve): un’altra donna bellissima,
ammaliatrice di uomini, da viva e da morta. La Villa della Malcontenta
fu ideata da Andrea Palladio (1508-1580) nel 1559. Tra le sale
dell’edificio si aggirerebbe ancora oggi Elisabetta, detta “la
Malcontenta”, uno spirito inquieto, un tempo abitante del luogo, che
appare come una bellissima donna dai capelli rossi e vestita di nero.

Nel
Casale di Marco Simone, a Montecelio (Rm), viveva e vive ancora oggi
sotto forma di spettro la marchesa Alfonsina Nocera, una donna bella e
lussuriosa, la quale dal XVIII secolo non ha mai smesso di farsi notare.

La
nobile poetessa Isabella Morra visse e morì nel Castello di Valsinni,
in provincia di Matera, trucidata dai fratelli a colpi di pugnale.
Ancora oggi il suo spirito triste vaga tra le mura del maniero, avvolto
in un ampio mantello nero come la notte, forse cercando giustizia.

Questi
sono solo alcuni dei molti fantasmi che abitano e infestano le case, i
palazzi o i castelli d’Italia. D’altronde, si sa che ogni maniero ha il
suo fantasma. Il castello di Lagopesole (Pz) è un luogo ricco di
storia. Qui si consumarono numerosi drammi, di cui ancora oggi
rimarrebbero tracce eteree: lamenti, strani suoni, misteriose luci… Tra
le mura del castello vagherebbe infatti lo spettro della regina Elena
degli Angeli, murata viva nelle segrete a 29 anni d’età per volere di
Carlo d’Angiò, nemico del marito Manfredi di Svevia.
Una donna di
mezza età, vestita di rosso, continua ad abitare da oltre cinque secoli
il castello di Castellammare di Stabia (Na). La dama senza nome tradì
la sua famiglia e, presa dai sensi di colpa, si suicidò. La “Camera
degli Angeli” all’interno del suddetto castello sembra essere il suo
luogo preferito.

A Pizzo Calabro (Vv) sorge il Castello
Aragonese. Qui trovò la morte per fucilazione il re Gioacchino Murat,
subito dopo la sconfitta di Napoleone Bonaparte. Era l’anno 1815. Da
allora, il suo spirito reclama vendetta.

Anche il Castello di
Montebello, nei pressi di Torriana nei pressi di Rimini, dicono che sia
abitato da spiriti inquieti. Qui, di solito ogni cinque anni, nel
giorno del solstizio d’estate (il 21 giugno), purché vi sia un
temporale, sarebbe possibile avvertire l’eterea presenza di Guendalina
Malatesta, detta “Azzurrina”, scomparsa misteriosamente nei sotterranei
del maniero all’età di otto anni. Nata albina e con gli occhi azzurri,
venne fin da piccola vista come una “diversa” e finì per essere
emarginata dai suoi coetanei. La madre le tingeva i capelli per
salvarla, ma il colore non rimaneva, lasciando azzurra la chioma della
bambina. Al tempo, infatti, gli albini erano considerati figli del
demonio e, in quanto tali, condotti sul rogo. Tuttavia, il destino di
Azzurrina fu un altro, ugualmente triste. Il 21 giugno dell’anno 1375,
mentre fuori infuriava un forte temporale, la fanciulla si lasciò
scappare nei sotterranei del castello la palla con la quale stava
giocando. Subito corse a cercarla, ma il suo corpo non venne mai più
ritrovato. Il suo spirito inquieto, a quanto pare, vaga ancora in quel
luogo maledetto e, in alcune occasioni è stato possibile documentare
questo fenomeno. Sia nel 1990, sia nel 2000, sia nel 2005 sono state
fatte delle registrazioni. In tutti i casi, è possibile udire in queste
incisioni dei suoni, delle voci, forse un pianto, il lamento di una
bambina. Di volta in volta, queste registrazioni vengono fatte udire ai
turisti in visita al castello, che esprimono le loro opinioni, spesso
contrastanti. In un’incisione del 2003 sembra quasi di udire una sorta
di invocazione del demone Belial da parte di più persone. Durante la
visita notturna del castello i visitatori possono osservare con i
propri occhi le impronte, ancora abbastanza distinte, che una spettrale
bambina lasciò sul soffitto alcuni anni or sono, quando venne vista
camminare a testa in giù da un inserviente della rocca; oppure, la
pesante tavola di legno che, a quanto pare, avrebbe levitato di circa
un metro durante una seduta medianica di qualche anno fa; e ancora, la
panca di legno, risalente all’età delle crociate, sulla quale venivano
legate le prigioniere cristiane alle quali veniva impedito di
partorire. Queste, bloccate qui in una determinata posizione, morivano
agonizzanti durante il parto, assieme al loro bambino. Sulla stessa
tavola, stranamente, è ancora ben visibile un dipinto realizzato nel
medioevo, forse con il sangue delle vittime.
L’autore si è recato
alla Rocca di Montebello nell’agosto del 2008 assieme ad alcuni membri
dell’Associazione CROP. Il luogo è sicuramente molto suggestivo. In
tale occasione, non si è rilevata alcuna anomalia, a parte dei
misteriosi tonfi riecheggianti in lontananza all’interno del castello,
i quali furono uditi da più persone. Che fosse un segnale lanciatoci da
Azzurrina? Non possiamo saperlo. Il mistero del Castello di Montebello
rimane insoluto, così come rimane aperta l’indagine sui fenomeni
paranormali e sui fantasmi d’Italia.

Preso da: http://www.eremonedizioni.it/argomenti/fan..._in_italia.html

Intervento di Girlightblue


Presso i Greci si parlava di mystêryon (mistero) per indicare una verità nascosta che poteva essere comunicata solo agli iniziati ai quali veniva imposto il silenzio per difendersi dalle false interpretazioni.
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Vedi il profilo dell'utente http://thenthequietexplosion.tumblr.com
 
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